Gramigna

2009-15
FOR
cimbalom and ensemble
DETAILED INSTRUMENTATIO
cimbalom solo, flute, oboe, clarinet, percussion, piano, violin, viola and cello
DURATION
25'
COMMISSION
Spectra Ensemble
FIRST PERFORMANCE
1st version (in five movements): 28.9.09, Venice, 53th Biennale Musica, Luigi Gaggero (cimbalom), Spectra Ensemble, Filip Rathé (conductor); final version (in nine movements): 29.1.16, Ghent, De Bijloke, Luigi Gaggero (cimbalom), Spectra Ensemble, Filip Rathé (conductor)
PRIZES
XXIX Premio Abbiati della Critica Musicale Italiana
CATALOGUE NUMBER
S. 13448 Z.
Type (one or more words separated by comma) and hit enter
icon find icon youtube icon facebook icon sound cloud
view

Audio extracts

Gramigna (final version, Ghent 2016) - L. Gaggero, Ensemble Spectra, F. Rathé, dur. 24:39, unedited live recording

Score extracts

Introduction

IT
FR
DE
EN
OR
La genesi di "Gramigna" è il risultato di due processi, uno volontario, l'altro involontario, la cui interazione ha collaborato a modificare in maniera sostanziale il progetto compositivo. E' accaduto che, come in un giardino seminato a prato, la "storia" del terreno sul quale quei semi sono stati posati si sia fatta sentire, contrapponendosi alle "cure" del giardiniere-compositore. Il quale, a un certo punto, non potendo fare altro che prendere atto dell'impossibile realizzazione del suo sogno di un bel prato uniforme e domesticato, è andato trasformando la sua azione creativa in quella di estirpatore delle "erbe folli",  sempre più popolanti il fazzoletto di terra della sua composizione, fino a modificarla in maniera sostanziale.
Ecco perché invece del pezzo coerente e articolato nel suo sviluppo in un unico movimento, il compositore-contadino propone una serie di bagatelle per cimbalom e otto strumenti, costituenti un ciclo in progress (come esponenziale è la progressione infestante della crescita della gramigna), dense di rimandi interni l'una con l'altra (come l'intreccio rizomatico delle radici della gramigna, sviluppantesi fino a due metri di profondità), multiformi nella loro natura e nelle loro allusioni (così come fanno pensare la varietà di specie e i nomi popolari ad esse associati nelle varie lingue, riconducibili al nome botanico di quest'erba - Cynodon dactylon: grano delle formiche, dente canino, erba canina, del diavolo, zampa di gallina...).
A questa presa di coscienza della storia profonda di un pezzo nascente, che emerge in senso contrapposto alla volontà del suo creatore, mano a mano che questi lo coltiva - nello stesso modo in cui la crescita della gramigna può essere considerata l'affioramento dell'"inconscio collettivo di un terreno" che si voleva coltivato in altro modo -, corrisponde una ulteriore trasformazione della figura del compositore, che diviene colui capace di accogliere, assecondare e servirsi del frutto di questo incontro tra voluto e accaduto, tra la propria volontà e quella esterna, non controllabile, che modifica i suoi piani. Non più, maestro di un giardino creato e dominato a propria immagine e somiglianza, sradicando tutto ciò che non corrisponde ai propri piani di agricoltore moderno. E nemmeno semplice (e folle!) estirpatore di erbe "folli" o "cattive" (la battaglia con la gramigna che infesta all'infinito i nostri sogni sarebbe persa...). Al compositore che passa le sue giornate a raccoglierla, pulirne gli stoloni e a essiccarla, la gramigna del suono offre le sue proprietà e le sue virtù terapeutiche e curative.
La serie di bagatelle è andata via via arricchendosi, dal 2009 a oggi - alcune sono state scartate, altre sono state riprese successivamente, altre ancora sono state scritte quest'anno - fino ad arrivare al numero di nove, di durata diversa e ampiezza diverse, talvolta oltrepassanti la dimensione iniziale della miniatura . Le "gramigne" della prima versione, presentata alla Biennale di Venezia del 2009 e premiate con il riconoscimento dell'Associazione dei Critici Italiani "Franco Abbiati" nel 2010, sono diventate un vero e proprio concerto per cimbalom che organizza i numerosi movimenti che lo compongono e i materiali "spontaneamente" organizzati al loro interno in un'architettura con un afflato narrativo e una costruzione geometrica.
‚Äč
S.G. 31.8.09 - 31.8.15
logo
StefanoGervasoni@2020
CREDITS Web Press and CARGO visual OFFICE