Inquadrami
Catalogue vocal
tre madrigali a cinque voci su testi di Torquato Tasso
for: vocal ensemble (S. MS. CT. T. B.)
text by: Torquato Tasso
duration: 12'
commission: Exaudi with funding from Diaphonique, a Franco-British contemporary music fund supported by the Institut Français, the Sacem, the Bureauexport de la Musique, the British Council and Ministère de la Culture et de la Communication
first performance: 18.10.14, London, Bishopsgate Institute, Grate Hall, Exposure 2014, Exaudi Vocal Ensemble
publisher: Suvini Zerboni
catalogue number: S. 14496 Z.
Audio extracts
Introduction
Di dolci aspre catene (per cinque voci) rappresenta il quarto capitolo di una personale esplorazione della vocalità madrigalistica cominciata con Dir - in dir (per sei voci e sei archi), a cui hanno fatto seguito Horrido (per sette voci), e Se taccio, il duol s’avanza (per violino e dodici voci) con cui i nuovi madrigali condividono la fonte poetica, le “rime” di Torquato Tasso. Il percorso continuerà con una nuova serie di madrigali su testi di poeti inglesi dell’età elisabettiana. Caratteristica comune di questi lavori oltre al ricorso alla lingua “antica” è l’utilizzo della retorica – alla base della teoria degli affetti che aveva spinto così in avanti la ricerca musicale nell’epoca d’oro del madrigale – in funzione strutturale e espressiva. Le tecniche vocali contemporanee, di cui ho fatto uso approfondito nei miei cicli vocali a voce sola e a cui non rinuncio neanche in questo caso seppure le impieghi in maniera più moderata, sono piegate ai valori linguistici, strutturali e concettuali di questi testi, celeberrimi anche perché, prima di me, musicati da illustrissimi musicisti, contemporanei del Tasso: testi così impregnati degli artifizi della parola, resi estremi, sfuggenti e polisemici, dalle sottigliezze dell’amore cortese. La forma, il decorso armonico, l’architettura generale dei brani e il loro rapporto si fanno valori più importanti dei singoli momenti, tesi a “illustrare” in maniera madrigalistica (modernamente intesa, cioè mai al primo grado) le parole e le loro ripercussioni emotive, e l’insufficienza (o la potenza?) del linguaggio simbolico.
 
S.G. 3.9.14
Text(s)
I - Amor l’alma m’allaccia

Amor l’alma m’allaccia
di dolci aspre catene:
non mi doglio io per ciò, ma ben l’accuso
che mi leghi ed affrene
la lingua a ciò ch’io taccia,
anzi a madonna timido e confuso
e ’n mia ragion deluso.
Sciogli, pietoso Amore,
la lingua, e se non vuoi
che mi stringa un sol men de’ lacci tuoi,
tanti n’aggiungi in quella vece al core.

 
II - Se così dolce è il duolo

Se cosí dolce è il duolo,
deh! qual dolcezza aspetto
d’imaginato mio nuovo diletto.
Ma se avverrà ch’io muoia
di piacer e di gioia,
non ritardi la morte
sí lieto fine e sí felice sorte.

 
III - È la bellezza un raggio
 
È la bellezza un raggio
di chiarissima luce
che non si può ridir quanto riluce,
né pur quel ch’ella sia.
Chi dipinger desia
il bel con sue parole e i suoi colori,
se può dipinga il sol e no ’l contempre
sí ch’ei n’abbagli e stempre,
né sian l’ombre il suo velo,
ma vive carte, e l’oriente il cielo.

 
(Torquato Tasso, Rime
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