Inquadrami
for: soprano, violin, viola and cello
text by: Rainer Maria Rilke, Friedrich Hölderlin, Lisa Spalt and Gottfried Benn
duration: 15'
commission: Domaine de Kerguéhennec (for the songs "Im Herbst", "Im Winter", "Im Sommer")
first performance: 7.5.11, Witten, Tage für Neue Kammermusik, Natalie Raybould (soprano), L’Instant Donné string trio; previous version as "Drei Aster Lieder": 17.6.07, Paris, Ircam, Festival Agora, Melody Louledjian (soprano), L’Instant Donné
publisher: Edizioni Suvini Zerboni
catalogue number: S. 13022 Z.
Score extracts
Introduction
« Im Herbst » per voce e violino (Rainer Maria Rilke)
« Im Winter » per voce e viola (Friedrich Hölderlin)
« Im Frühling » per voce e trio d'archi (Lisa Spalt)
« Im Sommer » per voce e violoncello (Gottfried Benn) 

Questo ciclo di pezzi, tre duo in cui la voce è accompagnata volta per volta dal violino, dalla viola e dal violoncello, e un quartetto nel quale la voce incontra i tre strumenti riuniti in trio, è stato scritto per l’ensemble francese L’Instant Donné che l’ha presentato per la prima volta al pubblico in forma parziale nel 2007 al festival Agora dell’Ircam. A quell’epoca esistevano tre brani, due composti nel 2005 e il terzo aggiunto per quella occasione. Pensavo che il ciclo dovesse concludersi così, rimanendo incompleto di una stagione, la primavera, poiché non riuscivo a trovare una poesia che soddisfacesse i requisiti necessari a creare un’opera unitaria.
Fiore celeste e stella terrestre, gli Aster ― specie appartenente alla vastissima famiglia delle asteracee ― hanno da sempre affascinato i poeti per la loro semplicità e il richiamo alla forma a stella, così in grado, perciò, di rappresentare l’ultraterreno. Nel mio ciclo, il fiore o la stella sono accoppiati dai poeti a una stagione che li inscrive in una costellazione di significati metafisici diversi ― l’autunno per Rilke, l’inverno per Hölderlin, la primavera per Spalt e l’estate per Benn ― e da me a uno strumento che costituisce l’alter ego, l’altra parte, complementare, della voce: il cielo quando il poeta canta la terra, e la terra quando canta il cielo. Nel caso di Im Frühling i tre strumenti si ritrovano non ad accompagnare la voce sostenendola, ma si alternano ad essa in un dialogo serrato, ancora un volta testimoniando di quella complementarietà indissolubile.
Non riuscendo a trovare una poesia di lingua tedesca che includesse in un rapporto speculare, secondo l’obbligo che mi ero dato, la parola Aster e il nome della stagione mancante al ciclo (Frühling), ho accettato la proposta (e il regalo!) di Lisa Spalt, scrittrice e poetessa austriaca contemporanea che si è offerta di scrivere appositamente il testo da musicare. Il primo giorno di primavera del 2011 è nato il brano mancante e il ciclo completo delle quattro stagioni è stato presentato al festival di Witten due mesi più tardi, sempre ad opera del trio d’archi de L’Instant Donné. Le parole di Lisa Spalt fanno eco alle altre tre poesie del ciclo e tengono conto della loro versione musicata, rappresentandone una sorta di conclusione (ecco perché Im Frühling è affidata al trio d’archi), benché provvisoria (essendo situata in terza posizione, poiché il ciclo comincia dall’autunno), e creando inoltre una sorta di arresto di una parabola discendente che comincia liricamente con i suoni acuti del violino, passa al gelido ostinato meccanico della viola e precipita nell’afonia del violoncello che antiromanticamente brucia, come le estati torride della nostra civiltà capace di determinare surriscaldamenti e sconvolgimenti climatici, ogni afflato lirico e ogni speranza.

S.G.
17.5.07-27.3.11
Text(s)
Rainer Maria Rilke

Wie das Gestirn, der Mond, erhaben, voll Anlaß,
plötzlich die Höhn übertritt, die entworfene Nacht
gelassen vollendend: siehe: so steigt mir
rein die Stimme hervor aus Gebirgen des Nichtmehr.
Und die Stellen, erstaunt, an denen du dawarst und fortkamst, schmerzen klarer dir nach.

(Herbst 1913) 
[Rainer Maria Rilke, Gedichte 1906 bis 1926]


***
 
Friedrich Hölderlin

Der Winter

Das Feld ist kahl, auf ferner Höhe glänzet
Der blaue Himmel nur, und wie die Pfade gehen
Erscheinet die Natur, als Einerlei, das Wehen
Ist frisch, und die Natur von Helle nur umkränzet.


Der Erde Rund ist sichtbar von dem Himmel
Den ganzen Tag, in heller Nacht umgeben
Wenn hoch erscheint von Sternen das Gewimmel,
Und geistiger das weit gedehnte Leben. 


***

 
Lisa Spalt

aster (für stefano)

wo leitstern der
nennung führte
die herbste zusammen in
ewig die hände ringendem
frühling, da
astern darin nicht erschienen


führte die wesen zusammen in

fragen: „wo oder was ist diese natur?“
jemand legt ihnen einen stern in den mund, sie zu schmecken. sie aber – himmel! – schieben sich einen stein ins gehirn und

 
strahlen im
werden am runden
erden

grade krume
brachen 


***
 
Gottfried Benn

Astern

Astern - schwälende Tage,
alte Beschwörung, Bann,
die Götter halten die Waage
eine zögernde Stunde an.


Noch einmal die goldenen Herden
der Himmel, das Licht, der Flor,
was brütet das alte Werden
unter den sterbenden Flügeln vor?

 
Noch einmal das Ersehnte,
den Rausch, der Rosen Du -
der Sommer stand und lehnte
und sah den Schwalben zu,


noch einmal ein Vermuten,
wo längst Gewissheit wacht:
die Schwalben streifen die Fluten
und trinken Fahrt und Nacht.


Gottfried Benn, Statische Gedichte
[Sämtliche Gedichte, Klett-Cotta, Stuttgart 1998 (réédition 1999),
Stuttgarter Ausgabe der Sämtlichen Werke Gottfried Benns, Gerhard Schuster, Stuttgart 1986] 
go to mobile site
copyright 2013 - 2017 Stefano Gervasoni | credits Web-Press sas
Home Page
Next Events
News
Projects
...top